Poter lavorare con l’abete lunare del Latemar è un vero privilegio.
Questo straordinario legno di abete proviene dagli antichi boschi del Latemar, nelle Dolomiti, una zona apprezzata da secoli dai grandi maestri della liuteria. È un onore per me portare avanti questa tradizione. Si racconta che già Antonio Stradivari cercasse in questi boschi il legno migliore per i suoi violini, affascinato dalle sue eccezionali qualità sonore. Con la stessa dedizione, oggi seleziono i migliori legni di risonanza per le mie chitarre.
Durante i mesi estivi percorro questi boschi alla ricerca degli alberi migliori. Presto particolare attenzione alla loro età e al luogo in cui crescono. Cerco soprattutto alberi che si trovano su terreni leggermente più pianeggianti, dove possono sviluppare caratteristiche acustiche ideali. Questo profondo legame con il bosco mi permette di scegliere con grande cura gli alberi il cui legno darà un giorno anima e carattere ai miei strumenti.
Abbattere uno di questi alberi maestosi e secolari, ricchi di storia e carattere, è sempre un momento intenso e carico di emozione. È una decisione che non prendo mai alla leggera, perché ogni albero ha una propria voce e custodisce in sé l’essenza del bosco.
Il legno viene poi abbattuto in inverno, durante la fase di luna calante, esattamente tre giorni prima della luna nuova. Questa scelta accurata del momento unisce conoscenze tramandate da secoli e moderne ricerche scientifiche. Secondo la tradizione, l’abbattimento in questa particolare fase lunare favorirebbe una maggiore stabilità dimensionale del legno e qualità acustiche superiori.
Dopo il taglio, il legno viene lasciato stagionare naturalmente all’aria per diversi anni. Solo quando ha raggiunto il giusto grado di essiccazione e la necessaria stabilità trova il suo posto nei miei strumenti.
L’abete lunare del Latemar è per me molto più di un semplice legno: rappresenta l’essenza del mio lavoro artigianale, unendo natura, tradizione e cura meticolosa. Plasma il suono e il carattere di ogni chitarra che realizzo, donando a ciascuno strumento una voce e un’anima inconfondibili.
Il mio obiettivo è creare chitarre che non solo ispirino i musicisti, ma li accompagnino per tutta la vita – strumenti capaci di toccare la loro anima e regalare gioia nel tempo.